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"Il comune di Cinquefrondi è in grado di assicurare la funzionalità del giudice di pace, visti i problemi esistenti?". Ora che il passaggio di consegne tra ministero e comune è alle porte, il gruppo di minoranza Rinascita torna a rivolgere all'amministrazione Cascarano le sue perplessità sul modo con cui va concretizzandosi il mantenimento del giudice di pace a carico dell'ente locale.

I consiglieri Michele Conia e Flavio Loria prendono spunto da una circolare ministeriale di 4 giorni fa che chiede a presidenti di tribunale e comuni di verificare entro il 23 dicembre se vi siano difficoltà che blocchino l'attuazione del trasferimento di competenze. Secondo Rinascita, nel caso di Cinquefrondi alcune criticità permangono. "I costi - osservano Conia e Loria - verrebbero sostenuti esclusivamente dal nostro comune dato che quello di Polistena ha smesso di aderire fattivamente e gli altri enti interessati si sono dileguati". E c'è la questione del personale cinquefrondese destinato al nuovo incarico: "Dipendenti che brancolano nel buio - attacca Conia - l'amministrazione avrebbe dovuto dargli più supporto". I tre operatori hanno sì seguito il corso di formazione predisposto dal ministero, da luglio a novembre, ma potrebbe essere necessaria un'ulteriore fase di apprendistato. Non è certo che adesso siano nelle condizioni di garantire il funzionamento del giudice di pace. D'altro canto è la circolare del ministero a ribadire che il passaggio dell'ufficio al nuovo assetto è tutt'uno con l'adeguata preparazione del personale. Lo stesso documento sottolinea poi che una delle figure impiegate deve essere abilitata a svolgere la funzione di cancelliere. Ma questo era compito espressamente attribuito a uno dei due dipendenti che il comune di Polistena aveva assegnato all'ufficio, prima di ritirarli senza spiegare il motivo. Chi farà allora da cancelliere nel servizio che si è accollato Cinquefrondi?

Altro aspetto su cui Rinascita rinnova dubbi è la scelta della mediateca comunale come sede dell'attività giudiziaria. Per Loria la struttura culturale è stata "sacrificata". Una soluzione, accusa Rinascita, coerente con il progressivo abbandono della mediateca attuato da questa giunta. Sono bibliotecari due dei tre dipendenti designati dal comune per l'organico del giudice di pace. Viste dunque le non incoraggianti premesse sul servizio giustizia targato comune, Conia e Loria chiedono a Cascarano come "intende procedere nell'interesse di tutta la comunità".

Angelo Siciliano, Il Garantista 21/12/2014