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Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Iniziano a scaldarsi i motori in vista di una non molto lontana tornata elettorale amministrativa per il rinnovo del consiglio comunale cittadino ed il portavoce e candidato a sindaco per Rinascita, Michele Conia, offre i suoi spunti di riflessione sulla campagna "in fieri". Una linea programmatica costruita dal cantiere dell'opposizione, con un "tirocinio" lungo quasi cinque anni e con una linea essenzialmente improntata a non fare prigionieri ideologici da rinchiudere dentro recinto preconcettuali ma anzi abbastanza "open source" a tutte le energie, politiche e personali, che vorranno contribuire al cambiamento. 

«Sbaglia chi oggi stabilisce a priori i competitor – dice un prudente Conia – perché anticipare il giudizio degli elettori con previsioni soggettive può essere avventato e nessuno, allo stato attuale, può dirsi certo d'avere la vittoria in tasca». Un esercizio di cautela controbilanciato però dalla voglia di scatto in avanti frutto di un lavorìo certosino all'interno del movimento che avrebbe già pronta la sua "ossatura elettorale" da applicare concretamente alle problematiche della città in relazione ad una continuità politica di lungo corso dimostrata con azioni tangibili «e non improvvisate – sussurra - come quella di altri  "alla bisogna" e palesate ogni qualvolta si sente odore di elezioni…». Il riferimento è mirato: «Si sono aperte le danze ed alcuni balletti sono già iniziati in questo paese – rivela – tanto che quelli che possiamo definire "i gruppi di potere" si stanno muovendo sottotraccia per tentare manovre nebulose. Ma io confido stavolta nella coscienza dei cittadini, nel voto libero e di opinione, quella vera». 

La grande coalizione, "il sogno", la proposta di Galimi forse non era tecnicamente praticabile, dice raccontando di una esperienza già vissuta nel passato e rivelatasi fallimentare, ma sul fatto che Cinquefrondi abbia davvero bisogno di pacificazione politica anche Conia è d'accordo. E rilancia. «Anche noi di Rinascita abbiamo teso la mano al Pd cercando di compattare l'area della sinistra cinquefrondese, promuovendo persino un tavolo di incontro per confrontare le proposte ma abbiamo incassato un rifiuto e trovato la strada sbarrata». Ma la porta, sulla scorta di un programma comune chiaro e condiviso, rimane comunque aperta, con la sola pregiudiziale del rinnovamento. «Noi vorremo puntare su competenze riconosciute – chiarisce in merito a lista e candidati - e su un programma realmente partecipato con cittadini ed associazioni per cogliere le reali esigenze dei cittadini. E poi punteremo a valorizzare i servizi pubblici cercando di limitare al massimo l'esternalizzazione privata rilanciando le consulte e le commissioni praticamente rimaste al palo» chiarendo di avversare le sommatorie di persone semplici portatrici di pacchetti di voti ma che poi non funzionano per amministrare. 

Perché, ad avviso di Conia, gli accordi se si devono fare devono basarsi sulle competenze e sul programma non su un mero patto di spartizione del potere - com'è finora avvenuto, riferisce, indicando l'esempio dell'amministrazione Cascarano - e che pure sarà conseguenziale, quanto secondario, ad acquisizione del consenso popolare avvenuto.    
Giuseppe Campisi 

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