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 Stiamo imparando sulla nostra pelle che la somma di tanti beni individuali non produce il bene collettivo, e che la somma di tanti individui non produce una comunita’.

C’e’ una totale divaricazione tra quello che si professa pubblicamente e quello che si pratica.

Essere affezionati al proprio paese dovrebbe avere come conseguenza atti capaci di promuovere un bene collettivo che, spesso, confligge con interessi e desideri individuali.

Trovare questo equilibrio significa esattamente recuperare il senso della collettivita’ e della convivenza civile.

Le nostre case, i nostri orti, i nostri giardini sono curati come meglio non potrebbero.

Tutto quello che riguarda il collettivo: le strade, gli edifici pubblici, le piazze ecc. e’ trascurato e nel degrado.

Anche da parte di coloro che, o perche’ eletti, o perche’ stipendiati, dovrebbero massimamente avere a cuore (dovere e interesse di tutti, comunque)  la vivibilita’, l’agibilita’, la bellezza e il decoro dei luoghi pubblici.

Che rappresentano e sono anche  l’economia di un paese.

La presenza cosi’ ordinata di tanti stranieri non ci deve tranquillizzare.

Perche’ non  e’ il prodotto di una vera accoglienza e di un vero scambio tranquillo e civile di rapporti economici e culturali, come dovrebbe e potrebbe essere.

Al contrario e’ la conseguenza di una presenza mafiosa che ci toglie la sicurezza e il futuro, ma che, in maniera paradossale,rappresenta un deterrente.

La capacita’, la voglia, l’interesse, la passione da parte di tanti centri individuali del mondo (Nietzsche) di fare un  passo indietro rispetto al soddisfacimento al massimo grado del proprio specifico, per promuovere qualcosa di piu’ grande, di collettivo, capace, poi, di restituire, con grandi interessi percentuali, il piccolo a cui si rinuncia, sono l’operazione culturale piu’ grandiosa e piu’ importante che si puo’ compiere in una comunita’.

E’, infatti, sulla cultura che tutti noi, ma, soprattutto, l’Amministrazione comunale, dobbiamo puntare, per modificare questo stato di cose.

La cultura non e’ qualcosa di astratto. Al contrario, e’ assolutamente pratica, perche’ guida ogni nostra azione in ogni momento della nostra esistenza.

Ma c’e’ un compito ancora piu’ importante ed esclusivo della cultura.

Quello di toglierci fuori dalla facile, paralizzante, rinunciataria rassegnazione (Lidia Ravera), immaginando  (solo la cultura puo’ produrre immaginazione) un futuro per noi e per il posto in cui viviamo.

Meritoria e importante l’azione del Frantoio delle Idee.

Bellissime le estati culturali di Rinascita.

Educativo e appassionante Borgo Futuro.

Capace Michele Conia di coordinare tutto questo.

Luigi Carrera