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Ai vari Gelmini, Renzi, Giannini, Faraone, Poletti etc etc dico: Quali competenze scolastiche e di insegnamento avete maturato, quali so...fferenze avete patito, quali capacità avete di comprendere i tantissimi problemi di chi vive nel mondo della scuola? Superficialità, mediocrità, venate anche di un evidente populismo, sono le vostre caratteristiche.
Riformare la scuola partendo da mistificazioni e contraddizioni, tra l'altro, profondamente irrispettose della precipua natura della scuola, nonché della nostra tradizione storico-culturale, e' un errore imperdonabile. Scuola-azienda: ossimoro perfetto (l'un termine è esattamente l'opposto dell'altro, dunque significa snaturare la scuola). Autonomia: lento declino fino (siamo ormai vicini) alla morte della scuola pubblica. Dirigente manager che può decidere gli aumenti di stipendio e persino le assunzioni e la mobilità dei docenti: in un paese che, statisticamente, è il più corrotto d'Europa, soprattutto negli ambienti dirigenziali, è legittimo temere la proliferazione di clientelismi e nepotismi, inseriti in un novello feudalesimo con tanto di vassalli, valvassori, valvassini e servi della gleba. 18 ore settimanali, troppo poche: bieco populismo; in realtà le ore lavorative sono molte di più tra correzioni, preparazione lezione e prove di verifica, consigli di classe etc. Tre mesi di vacanza: altro bieco populismo; in realtà si termina verso la metà di luglio e si rientra l'ultima settimana di agosto (esami di stato, esami debito formativo, programmazione ecc). Alternanza scuola-lavoro: ricordiamoci che siamo in Italia...stage, tirocini... potrebbero trasformarsi in trappole di sfruttamento...Sponsor nelle scuole: ridicolo, per non dire altro...servi anche delle aziende...e la libertà didattica? Aumenti, scatti stipendiali: mortificazione del ruolo e della dignità dei docenti che, per un piatto di lenticchie, dovrebbero farsi anche la guerra tra di loro. Contributi alle scuole paritarie oltre alla detassazione per chi iscrive i propri figli: beffa su beffa, alla faccia dell'art.33 della Costituzione che riconosce ai privati il diritto di istituire scuole ma senza oneri per lo Stato. Che altro dire! Penso di aver detto abbastanza, anche se non tutto. Avrei ancora altro da dire, ma rischierei di essere fraintesa dagli stessi miei colleghi. Certo é, che se siamo arrivati a tanto, se chi decide delle nostre vite può trattarci così, vuol dire che molte colpe ce le abbiamo anche noi.

Rosanna Giovinazzo